Parlottoliere

Dove il tempo gioca a carte con lo scazzo

Una lotta…

Sono stanco. Torno da una giornata massacrante sia fisicamente che psicologicamente. Dico psicologicamente perchè al solito (come già alla Motorola) il primissimo giorno è passato dietro a inutili cose, inutili attese, neanche una firma sul contratto, “depositato” nel “cubo” in attesa di un destino (o almeno di una connessione ad internet) e invece niente. Poi figure di merda per l’inglese (rest=riposare e non RESTARE!!!) e altre varie situazioni.
Poi fisicamente: la spesa (immensa), il non avere la macchina qui mi uccide; chiama il tizio del taxi appena fuori il supermarket, è occupato ma dice che tornerà appena finito con il cliente – attesa – non viene – ancora attesa – non viene, prendi tutto in mano (tipici cartoni americani per la spesa) – strada, strada e ancora strada – nn ce la faccio, mi si strappa un cartone [bestemmione… si, con la rima], metto tutto in due sacchetti che mi ero portato; a 200m dalla fine si strappa un sacchetto [bestemmione netto… altra rima da notare]. Non so come metto tutto in un sacchetto di carta e uno di plastica che rimangono, mi taglio le dita con la plastica, mi faccio pervadere dall’acido lattico e arrivo in stanza.

Rapporto finale della spesa:
– 2 uova rotte e tutto da lavare… (come lavo la carta???)
– stanchezza pervadente e cronica ai massimi storici
– (voglia di scrivere sotto 0)
– TUTTO PORTATO A QUELLA CHE GIA’ CHIAMO CASA!!!!!!!

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