Parlottoliere

Dove il tempo gioca a carte con lo scazzo

Archivio per US culture

Here we are!

Non sono crepato… per ora. 🙂 Il lavoro nobilita l’uomo hanno sempre detto, io ci aggiungo la seguente postilla: “e lo stanca”.

In questi giorni come avrete potuto capire dall’incipit sono stato (sono e sarò) immerso completamente dalla mia tesi. Il problema essenziale è che fin’ora mi sono spaccato ma di risultati neanche con un binocolo Konus… Speriamo in bene.

Il capo e i colleghi saranno via per un po’ dall’ufficio. Riattaccano il primo Agosto. Io intanto avrò tutto l’ufficio per me. Ogni giorno colazione a base di spremuta di meningi (anche se spremuta non è proprio italiano, me lo concederete), e cervello in fricassea come piacerebbe al nostro caro Dott. Lecter.

Tutto questo per riuscire a far scoccare la scintilla che risolva tutto all’ultimo minuto, il lampo di genio che risolva tutti i problemi. Insomma il trucchetto cinese per fare esplodere il progetto in qualcosa di finito o possibilmente finibile (da chi? da me? da altri? vi-mi lascio con il dubbio).

Nel frattempo molto è accaduto in questi giorni.  Ricordate il mio compleanno? Ebbene mi ero dimenticato di raccontarvi la scenetta esilarante. Avevo invitato all’uopo Ruka e Veronique a casa, a mangiare un po’ di sana pasta con sugo ai peperoni al curry e peperoncino. E insieme a noi mangiava Ales[s]andra. A un certo punto lei si gira e fa, Carmelo ma tu quando fai il compleanno, e allora mi sono ricordato che avevo dimenticato di dirle un piccolo particolare 🙂 … Allora le ho risposto normalmente: “oggi”. 😀 Penso che la faccia che ha fatto la ricorderò per tutta la vita 🙂

Ora sono qua e ho un diario bianco in più (me lo ha regalato lei). Qualche cosa da scriverci dovrò pur trovarla. Vedremo. Anche perchè multitasking non sono proprio e tenere già uno di diario è abbastanza. 🙂

Oggi con Paolo siamo andati a farci un giro al Great Mall e a vedere Rescue Dawn. Un film molto intenso e basato su una storia vera. Un film da fiato sospeso. Soprattutto se pensate che quelle cose (e ovviamente molte altre in più) il protagonista le ha vissute veramente e mica ciccia. Non so se sia un film nuovo o vecchio a dire il vero. Il modo in cui è stato girato e la qualità della pellicola mi fanno propendere per la seconda opzione. Un film che si basa completamente sul valore umano della libertà, con un pizzico di americanismo che non guasta.

Passando ad altro argomento, il mio iPod ha un nuovo vestito sbrilluccicoso. Ho comprato un case metallizzato che come direbbe il Callippo è tamarrissimo e gli mancano solo i neon blu. Per il resto mi sta regalando ottime soddisfazioni, sto cercando di provare anche i video, anche se usarlo per i video mi sembra una grandissima minchiata: lo schermo ha una risoluzione spettacolosa, ma resta sempre piccolo.

Dalla mia plancia di comando del Blog noto che Stefano mi ha aggiunto al suo nuovo blog 🙂 GRAZIE! E… anche se il tuo sito è fatto in .Net e non in una qualsiasi forma open source lo accetto ben volentieri tra i linkazzi del mio blog!!!

Ad oggi restano solo un mese e mezzo alla fine. Mpizzamu u primu palettu! (Fissiamo il primo paletto).

Postrack: Notre Dame de Paris – Les Sans Papier

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Pain in the neck

Un pain in the neck (reale) che si sta trasformando in un vero pain in the ass che non la smette di perseguitarmi. E’ costante e continuato. Una cosa impressionante che penso sia causata dagli schermi che al lavoro uso che sono bassissimi rispetto all’altezza della testa e anche all’aria confezionante.

Per gli schermi ho risolto chiedendo a Ruka due scatole non troppo alte da mettere come basi.
Ieri io e Veronique siamo andati a mangiare giapponese in un posto dove lui ha insistito a pagare 🙂 e ad offrirci del buon ramen (piccantissimo!!!) bollente.
E domani forse ci facciamo una scappatina in qualche cinema a vedere il così tanto discusso (vedi tropicalPaul) Harry Potter e… (il resto del titolo non lo ricordo 😛 ).

Novità nel campo telematico, Carmelo ha un numero in America. Alla fine ce l’ho fatta e ho un numero di cellulare in USA 🙂 alla fine (ma proprio alla fine) mi sono convinto e ho preso una scheda con validità 2 mesi (il tempo che mi rimane, anche se è di meno in verità). Adesso non resta che usarla! 😀
Ho fatto il contratto con At&t Cingular. Qui in America hanno una visione strana delle chiamate e dei cellulari: tu ricarichi e quando ti chiamano o ti mandano SMS PAGHI ANCHE TU! Boh!

Il commesso ha detto di aver capito che eravamo (io e Veronique) europei solo perchè insistevamo su quello, perchè non l’avrebbe detto dall’accento O__o. Lui ha detto che l’Europa è strana O__o (x2)… scusa? ma fino a 2 anni fa non eravate ancora con i teledrin???
Cmq. Numero Cingular e via!

Oggi ho fatto un po’ di benchmarking di un prodotto che stanno portando avanti dei ragazzi di Stanford dentro alla Pannasonica. Ragazzi in gamba ma… il “coso” potrebbe essere meglio 🙂

L’iPod che ho comprato per il momento è a San Jose (così vicino eppur così lontano 🙂 ) e attendo domani (spero) per averlo.
Il giro che si è fatto è stato immane 🙂 SHANGAI -> ALASKA -> INDIANAPOLIS(???) -> SAN JOSE
Ma che poi dico, Indianapolis? Cioè, ora è dovuto tornare indietro!
Cmq. Spero tra poco di poter cancellare TUTTA la mia collezione dal mio amato portatile e trasferirla interamente su supporto portatile (leggi iPod), che non sarà il massimo in quanto a resa sonora (è meglio il mio Creative Muvo tanto per intenderci), ma almeno mi permette di staccare finalmente la musica dal computer…
Next step in Italia sarà prendersi un Hub multimediale (tipo lo squeezebox americano) e collegarci il mio mitico 2.1 Logitech (quanto mi manca!)

A lavoro ieri ho installato una cosa molto carina (informaticamente parlando) che in pochi apprezzeranno. Si tratta di un modo per condividere la stessa tastiera e lo stesso mouse tra computer diversi (e anche sistemi operativi diversi). Si chiama Synergy2 (sourceforge per maggiori info). Lo installi e va una scheggia (dopo un po’ di configurazioni). Installato sulla mia macchina Win e sulla Linux al lavoro e va che è una bellezza. E meraviglia delle meraviglie condivide anche la Clipboard (la storia del copia/incolla) 🙂 molto utile per chi non vuole uscire pazzo con le tastiere (mai capitato di usare due tastiere e due mouse vicini??? provateci!!!) e ha una buona connessione Ethernet tra i due computer (i movimenti del mouse sono scambiati via socket).

Adesso mi metto a fare due righe di tesi, tanto per gradire… 🙂 La teoria ci attende!

To infinity, and beyond!
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Guardare Toy Story a anni di distanza (12) dalla sua uscita (e senza MAI averlo visto prima) può provocare danni cerebrali.

Postrack: Irene Grandi e Bollani!

Yo! Sashiburi!

Hey dudes! Long time no see! 🙂 no, non sono americanizzato del tutto… E’ solo che tante cose sono successe in questi giorni e quella che vedete all’inizio è solo la traduzione del titolo (che è in giapponese).

Ma andiamo con ordine, mettetevi comodi e rilassatevi.

[Attenzione, segue post altamente lungo con possibile resoconto minuzioso dei fatti degli ultimi giorni. Leggere le avvertenze per l’uso del blog, non si accetteranno reclami di sorta da persone che non abbiano letto tali avvertenze]

I giorni sono stati intensi, come ultimamente capita più spesso, ma di lavoro… Infatti si lavora a ritmi serrati per cominciare la parte omnicomprensiva del progetto (mettere assieme le poche cose che sono state fatte fin’ora) e in parallelo ho cominciato la stesura della tesi. Lavoraccio immondo e immane che mi prenderà un po’ di tempo. I ritmi stanno diventando sempre più quelli del periodo esami di Eurecom (anche se addolciti).

Dicevo del lavoro. Adesso le cose si fanno più serie e il tempo restringe. Aspetto notizie che mi dicano che Dugelay è vivo e che mi dicano quando potrò fare sto benedetto esame in Francia. 😦 Sig sob. Aspetto Lunedì per mandare una mail a Pasquala. Oramai solo lei mi può salvare (e figurati se non potevo finire in ottime mani).

Insomma i problemi si accumulano e il tempo per risolverli invece fa tutt’altro.

Ieri è arrivata Veronique. La ragazza francese che (forse) continuerà il mio lavoro qui alla Panasonic. E’ Francese e ha fatto l’ENST 🙂 abbiamo la stessa tessera di università ed è strano, abbiamo anche un “amico” in comune qui a San Jose, certo Robert Fouret era della nuova promo dopo la mia e adesso è alla Apple a fare un tirocinio… ma guarda che culo 😀

Solo che lui, sfiga delle sfighe, neanche la patente ha, figuriamoci la macchina 🙂

Quindi chissà quando ci vedremo. Ieri ho accompagnato Veronique a fare il conto in banca e tutte le altre scartoffie, adesso le resta solamente da fare la domanda per il social security e sperare che non le facciano storie come è successo per me.

Ieri per festaggiare le Demo ben riuscite (e anche per dare un bel benvenuto a Veronique) siamo andati tutti a mangiare alla “Buca di Beppo” un locale Italo-Americano molto particolare direi 🙂

Entrati, per andare ai tavoli, bisogna passare dalle cucine 🙂 e qui prima cosa che colpisce: un tavolo per 4 è sistemato direttamente DENTRO la cucina (in Italia ti sputerebbero in faccia piuttosto che mangiare in un tavolo dentro la cucina 😀 ).

Arrivati dentro il locale è qualcosa di pacchianissimo, ma nella sua pacchianità è carino, ci sono un sacco di cose che non c’azzeccano niente, tipo foto vecchie di bambini e persone anziane, ma che fanno molto stile Italiano emigrante 🙂

E poi urla e grida da tutte le parti, musica Napoletana e tanto, tanto mangiare. La porzione più piccola è per due persone, quella grande per 4.

Tanti tipi di pasta tra cui abbiamo scelto Penne all’Arrabbiata, Gnocchi al telefono, Linguine ai frutti di mare e cannelloni. In più due margherite per cominciare l’antipasto e due bottiglie di Chianti (mi sembra).

Una mangiata che mi ha reso sazio. Una chicca è stata quando ho capito che i barattoli di pelati su cui ci hanno poggiato la tavola per la pizza erano dei falsi 😀 , delle confezioni fasulle (piene d’acqua) e la cui traduzione in italiano era completamente sballata !!! 😀

Nutritional Facts -> Data della Nutrizione 😀

e tante altre ancora che non mi sono neanche messo a ricordare.

Abbiamo approfittato anche per parlare un po’ tra di noi. E allora Ruka mi ha detto quella cosa che c’è scritta sul titolo ovviamente provata su Yamauchi-san senza prendermi responsabilità di alcuna sorta per quello che dicevo 😀

Oggi giornata come sempre dedicata al lavoro. Un po’ di tesi e poi al lavoro a fixare un problema per Luca. Domani si preannuncia una giornata calda all’insegna della tesi e poi una serata rilassante in attesa anche di Lunedì. 😀 Ormai i 16 Luglio lontano da casa neanche li sto a contare 😦 stanno diventando pure troppi.

Vabè, chiudo qui prima che la nostalgia mi assalga da dietro… che non è una cosa bella.

Ci sentiamo presto (spero).

Postrack: New Trolls – Quella carezza della sera

Open House

Oggi si conclude un’altra pagina di esperienze per il mio tirocinio roccheggiante in California. 🙂 Oggi c’è stato il culmine dell’open-house, una rassegna aperta al pubblico (Panasonic) delle altre aziende in cui facciamo un po’ di dimostrazioni del nostro operato.
E qui fioccanti dimostrazioni a più non posso.
Una ovviamente ha visto il mio progetto, una Demo partorita dalla mente di Luca in primis e che poi ha visto la luce grazie al lavoro mio e all’aiuto di David.

I boss del boss del mio boss 😀 sono rimasti abbastanza soddisfatti della presentazione (almeno questo è quello che è trapelato dalle loro facce tutte tipicamente Giapponesi).

Dopo delle interminabili ore di dimostrazioni e presentazioni siamo andati a farci un giro con Luca per Santana Row per distenderci un po’. Sotto la quercia gigante della riga di Santana abbiamo fatto la conoscenza di Alex 🙂 un Etiope bello rilassato che sedeva là e poco mancava che incominciasse a raccontare i cazzi di tutti quelli che erano seduti in quel momento sotto la quercia (quella che vedete alla fine del video.

Poi gli abbiamo detto che eravamo italiani e lui via… a lodare gli italiani 🙂 con un paio di keywords qui e là (tipo: vaffanculo, caffè macchiato, cazzo!) insomma, quelle che servono per vivere no? 😀

Mi sa che dobbiamo farlo conoscere a Philippe 😉 .

Poi siamo tornati visto che c’era la cena. Siamo rimasti li a disposizione di chi avesse voluto porci delle domande o conoscere i dettagli dei nostri (inesistenti per quello che mi riguarda) progetti.

E allora lì, nel mezzo di un pranzo impressionante a base di sushi (buonissimo!!!), caso vuole che mi sia scontrato con uno dei mega boss di cui sopra per un roll di riso con ricci di mare 🙂 e visto che io sicuramente non l’avevo mai assaggiato il mega boss mi ha favorito desistendo alle mie richieste di mangiarlo lui 🙂
Ovviamente ho dovuto pagare lo scotto mettendomi a rispondere alle sue domande 😀 ma non è stato niente di doloroso, anzi, si è dimostrato molto aperto alla conversazione, anche se i loro livelli sono ben in altre dimensioni che quelle mie attuali.

Dopo lui è cominciata la lotta con David (che era già al terzo piatto di sushi) per accaparrarci gli ultimi sushi al tonno 🙂 e poco dopo mi sento da dietro uno che mi chiama con il nome del mio progetto 😀 lol . E allora mi sono girato piano piano perchè credevo di avere le allucinazioni 😀
e mi trovo davanti il super-mega-boss che purtroppo non mi ha offerto una poltrona in pelle umana come avrebbe fatto con Fantozzi, ma si è messo a chiedermi cosa ne pensavo del progetto e di altre cose e di come la pensava lui.

Insomma una giornata molto piena e molto intensa. Ora mi aspetta ovviamente ancora lavoro da fare e la strada è lunga. Ma speriamo che lo sforzo ripaghi al più presto possibile 😀

Per il momento mi sa che ho scritto anche troppo. E’ ora di rilassarsi un poco 😀 !!!

Postrack: Paris Combo – Attraction

Indipendece Day

Il 4 luglio io l’ho cominciato in ritardo, da quando mi sono svegliato alle 11.
Mi sarei aspettato marce e bandiere in ogni dove, conoscendo la stereotipata America. Invece qui a San Jose è tutto tranquillo (per il momento) e niente fa una piega. Ripeto per il momento, poi non so cosa riserva il dopo.
Ovviamente ci saranno i fuochi d’artificio.
Ma se devo dire la verità questa è una festa per i veri Americani, quelli originali (esistono?). Nel senso che l’America, come nazione, è stata quella che ha sempre accolto varie genti di usi e culture differenti, mantenere quindi una festa come quella del 4 luglio è difficile.
E’ per questo che sempre più, nell’America quotidiana e non quella della TV, questa festa si è normalizzata, commercializzata direi.
Ma sono solo prime impressioni di un neo arrivato 😀

[Resume] Il quattro luglio ora è ormai finito da poco. E quello che resta è una bella giornata spesa un po’ scrivendo la tesi stamattina, anche se ovviamente non ho scritto molto (ed è proprio ora di mettersi sotto con il lavoro) e poi la sera con Paolo in giro per San Jose. Abbiamo trovato accoglienza 😀 in una Steak House che ci ha offerto il meglio che poteva (anche troppo) ad un prezzo che tutto era tranne che modico (esticazzi 40$$$ 😦 ) ma il 4 luglio dovevamo pur festeggiarlo no?

Abbiamo visto Transformers (che nonostante dia bello, a me sinceramente non ha lasciato il segno [a parte la bonazza della co-protagonista]).

Quindi tutto scivola ora via e lascia spazio ai pensieri della tesi e del lavoro che sembra non fare i passi da gigante che dovrebbe. Insomma tutto un po’ in disordine (come al solito). In questo periodo che vede l’accumularsi di cose da fare (e anche cose da non fare), mi sa che non avrò tanto tempo da dedicare nè al blog nè ad altro. Comincia quella che Luca ama chiamare Total Concentration Project. Questi due mesi che restano si dedicano alla tesi 🙂 spero di sopravvivere 😛 .

Scriverò ovviamente. Ma non così spesso. Alla prossima belli!!!

 Postrack: Jens Lekman – Black Cab

Santa Cruzze

Come direbbe la parte Francese di me (ma quandu mai???) vengo ora da leggere la lettera aperta al mondo del grande non-sono-presidente-ma-ne-sarebbe-valsa-la-pena Al Gore. Adesso si batte per i diritti del Mondo, del nostro pianeta Terra, una battaglia molto più difficile che quella per la corsa alle presidenziali Americane direi. Insomma l’articolo è qua e vi consiglio caldamente di leggerlo (se non l’avete già fatto). Ovviamente molti di voi penseranno che sono cose ormai risapute, ma se mentre leggete pesante questo scocciati, vorrà dire che sono cose che non vi interessano. Se lo leggete e invece dite “cazzo è vero e mi sta sulle palle che non si siano ancora mossi” (anche se lo dite con meno parolacce va bene uguale) vuol dire allora che un pochettino vi importa e che potete cominciare già da ora, da subito, a fare qualcosa per il nostro piccolo grande amore di pianeta, non c’è ovviamente bisogno di aspettare il Live Earth.

Per passare al resoconto odierno dei MFC (Miei Fatti Californiani) oppure MCC (e non sto qui a spiegarvi l’acronimo) oggi sono stato a Santa Cruz another time. Sfidando i torrido caldo e il sole cocente che l’ultima volta aveva vinto 1-0 nei miei poveri e bianchi confronti che dopo quella giornata erano diventati i miei poveri rossi e spellati confronti 😀

Oggi io e Paolo ci siamo armati di crema solare, ma ne abbiamo comprata un’altra, quella che Alesandra mi ha passato con fattore di protezione 45 mi sembrava un po’ troppo 😀

Allora ci siamo diretti alla solita spiaggia davanti al solito parco giochi a due passi dal mare e stavolta ho portato la macchina fotografica per fare giusto due foto. Solo che dopo tre ore che stavamo arrostendo mi sono sentito come in uno stato confusionale. Io ho un’idea di spiaggia completamente diversa forse, forse sono strano, ma sentire in continuazione [è veramente una cosa senza fine] le urla dei bambini sulle giostre, il rumore delle giostre sempre in funzione, la musica di merda dagli altoparlanti di merda che girano nel parco giochi, ma soprattutto la puzza di cibo (perchè di puzza si tratta) che arriva dai vari negozi di junk food sparsi lungo tutta la spiaggia; ebbene dopo qiesto ho deciso che era il momento di farsi un giretto. Allora abbiamo preso “bagatti e bagattelle” e abbiamo posato tutto in macchina.

Avevo visto in lontananza un faro e volevo arrivarci (anche se era un po’ tardi) ma abbiamo preso l’auto e ci siamo spostati un po’ più a sud.

Mi ero detto che era impossibile che tutta Santa Cruz avesse solo quello sputo di spiaggia (si fa per dire visto che è immensa), immersa nella cultura americana più sfrenata. E i fatti mi hanno confermato che non sbagliavo. Siamo arrivati in una zona tutta tranquilla, case basse di legno spettacolari, alcune costruite dal padrone stesso e neanche rifinite, ma belle ugualmente. Tutte affacciate sulla spiaggia che, magia delle magie, era silenziosa e tranquilla. Neanche un rumore. La differenza con appena 10 minuti prima era abissale. Insomma abbiamo trovato la spiaggia per la prossima giornata di mare.

Ho aggiunto anche qualche foto su Flickr, così potrete vedere le legioni di Gabbiani anche voi che attaccano i bidoni della spazzatura in spiaggia 😀 [in alcuni casi la natura impara a dipendere dall’uomo]. Non ci crederete ma non ho visto mai tuffarsi un gabbiano in acqua per prendere pesce, mai. Piuttosto si buttano sui bidoni della spazzatura. E tra poco qui avranno anche il problema dei gabbiani obesi da curare… mah!

Postrack: Cochi e Renato – La vita l’è bella

iWorld

Attenzione, segue tipico Post-fiume, in cui Carmelo aveva voglia di dire un po’ delle cose che covava dentro (no, non cose psicologicamente personali, solo cose da dire). Seguire attentamente le avvertenze riportate in etichetta (Pagina About & Avvertenze).

E’ diventato un iWorld. Anche Google ormai ha messo la sua bella iPagina (quella postazione di comando dove ogni giorno riesco a controllare gli RSS di tutte le cose che leggo su internet e la posta, e il tempo di Bagnara 😉 , e i TODO stringenti).

E come direbbe in grande Disney “tutto è cominciato con un topo”, ebbene si, è cominciato con l’idea di usare un Mouse (all’epoca invenzione stranissima proposta alla Xerox [che aveva bocciato in toto il progetto]). Ecco, il mouse, questa nuova periferica-estensione-protesi del corpo dell’uomo del 21° secolo ha portato a chiedersi quelli della Apple: “Come lo usiamo?”, da lì all’interfaccia grafica il passo è stato breve [o quasi].

Marchio AppleTutto quindi è nato si direbbe da un’azienda, un’azienda che è nata in un Garage, come tanto andava di moda qui in Silicon Valley. Il signor Wozniak e il signor Jobs, allora studenti in erba, oggi grandi personaggi (chi più, chi meno) del mondo tecnologico [senza aver preso mai la laurea, ricordiamolo].

Una mela scelta come logo, una mela (la McIntosh) scelta come nome del primo computer da numeri strabilianti (parlando in dimensioni Apple, con il suo mercato ristretto).

E così l’Apple è diventata sinonimo di stile e concordia delle forme; di computer che possiedono “sex appeal” [io non lo dico anche se potrei pensarlo]; di profitti anche (stando a GoogleFinance dal 2005 ad ora il titolo è aumentato del 200% quasi) ovviamente non vi dico in queste ore…

Tutto questo per cosa? Solo parole? Ovviamente no. Una breve introduzione all’oggetto che la Apple è riuscita un’altra volta a “reinventare” [come dice Jobs]. Il telefono. Loro hanno reinventato il cellulare.

E forse devo dire che ci sono riusciti. Devo dire veramente che forse ci sono riusciti. Ho visto poco e niente di un iPhone oggi al lavoro dove un manager lo aveva già, ma non lo ha sbloccato visto che attende di arricare in Giappone per farlo. I telefoni sono At&t a VITA, e non puoi cambiare, altro che 3 e sbloccamenti vari.

Ricapitolando in generale: schermo enorme e niente tastiera, solo un touch screen. Multitouch, lo stesso di Microsoft Surface [il tavolo multimediale] tecnologia caruccia. Browser web dentro, e stiamo parlando di Safari, intero, non di porting particolari che sono fatti per il mobile. Grande spazio per musica, video [solo questi 7 ore] e altro. Wifi, Bluetooth e cacche varie 😀 . Ah, e la durata della batteria è semplicemente un’impresa impossibile renderla tale a quella dell’iPhone, tanto che nessuno ci credeva, neanche i tifosi Apple più sfegatati; infatti è impossibile riuscire a ottenere cifre simili con altri palmocellulari-Americani tipo il Blackberry che ovviamente non hanno lo schermo incommensurabile della Apple.

Finisco qui dicendo solamente perchè secondo me l’iPhone non è pronto per il mercato italiano (almeno non ancora). Ricordando che l’Italia è una dei primi consumatori di cellulari al mondo (forse siamo secondi) è pur vero che a livello di tecnologie e di espansione della rete (Internet) siamo forse il fanalino di coda dell’Europa insieme ad altri pochi. Qui in America ogni singolo Starbucks e Coffee shop, anche quelli miserrimi, hanno la Wifi, le persone in america leggono la mail, molte hanno un computer in casa; ecco, la situazione non mi sembra sia proprio questa in Italia. Quindi io dico che magari di un computer maneggiabile (o handle device), alla fine l’iPhone è proprio questo, in italia magari non se ne fa niente uno.
E poi vagli a spiegare a un mEssaggiatore moderno, con i bicipiti dei pollici peggio di Hulk Hogan, che questo cellulare non ha né una tastiera né la possibilità di inviare MMS… ERESIA!!!

Insomma, per dirla breve, anche se appassionato di Apple, quello che proprio non comprerei sarebbe un iPhone… Certo se fate una colletta e me lo regalate allora lo accetto, ma a sto punto meglio un iPod se proprio volete. Era giusto un’osservazione eh…

Postrack: Paul McCartney – Golden slumber ~ Carry that weight ~ The end