Parlottoliere

Dove il tempo gioca a carte con lo scazzo

Archivio per Libri

Nuova Oleo

Il titolo è un po’ fuorviante, come del resto tutto il libro. E’ il seguito di Motorman di Ohle, libro introvabile e, come si legge sulla introduzione, trovabile solamente in fotocopia o chissà in quale mercatino sperduto. Il libro è una non fantascienza. Gente che si fa trapiantare arti di animali per moda o per bisogno (Moldenke il finto protagonista ha 4 cuori di pecora). Insomma un libro STRANO solo in questo modo potrei descriverlo, eppure affascinante e intrigante. Nella sua fondamentale illogicità (persone che pedalano sui pedalbus) e anarchia (il dittatore non si sa come sia salito al governo, o almeno, nessuno se lo ricorda). Porta in vita tematiche molto discusse.

Un libro sicuramente da rileggere attentamente facendo attenzione ai particolari.

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Le meraviglie di Carroll

Copertina Alice nel Paese delle Meraviglie

Charles Lutwidge Dodgson meglio conosciuto al mondo come Lewis Carroll, scrisse 150 anni or sono uno dei libri per l’infanzia (perchè di libro dell’infanzia si tratta – anche se ha numerosi spunti per riflessioni da grandi), si tratta di Alice nel paese delle meraviglie; seguito da lì a poco da Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò. Libri fondamentali che rivelano una fantasia fuori dal comune (pensate anche all’epoca in cui erano stati scritti) e soprattutto che rivelano una prosa e uno stile degno veramente di nota. Io l’ho recentemente riletto causa forza maggiore 🙂 nella nuova traduzione commentata di Alessandro Ceni. Si tratta di uno spettacolare trattato sull’immaginazione umana e sulla poetica della lingua.

Il primo capitolo di “Attaverso lo specchio…” è a mio parere spettacolare e molto suggestivo. Da Oscar.

Slaughterhouse n°5 – reprise

Finito un libro cosa resta? Dipende. Quello che resta di solito è un senso di vuoto. Ovviamente qui si parla di esperienza personale. Per quanto mi riguarda il senso è sempre di vuoto. Questo vuoto poi può dipendere da due fattori principalmente: leggerezza e bellezza.

Il libro bello tipicamente lascia un vuoto dovuto alla bellezza del libro, questo vuoto è difficile da colmare di nuovo, una rilettura del libro è da escludere, mi è capitato pochissime volte di riprendere in mano libri letti e rimettermi a leggerli. Ovviamente questo vuoto dovuto alla bellezza crea un po’ di dispiacere, una cosa bella è finita e colmarla non sarà possibile se non con un libro di pari intensità.

Il secondo tipo di vuoto è dovuto alla leggerezza. La leggerezza che intendo è quella che si sente dopo, una sorta di peso tolto, in questo caso allora il libro era pesante o incomprensibil, o tutt’e due insieme. In questo caso quello che succede è simile comunque a quello che succede per il primo caso; anche qui un po’ di dispiacere. In questo caso per l’autore che magari non è riuscito a pieno nel suo intento nei miei confronti, oppure anche dispiacere nei miei confronti che non sono riuscito nell’intento di lettore nei confronti dell’autore.

Accade. Il primo caso è sicuramente il caso del libro finito di Kurt Vonnegut. Un uomo prima di tutto e un testimone. Testimone inconsapevole di una delle stragi più grandi della storia umana accaduta per dei motivi e delle cause, e, come direbbe lui, perchè non poteva andare altrimenti, “Così va la vita”.

Un libro che parla di strage, morte, vita, viaggi nello spazio e nel tempo, parla di persone e ci presenta figure che pur nella semplicità della lingua usata da K.V. riescono a prendere uno spessore particolare dovuto alle loro azioni tic e difetti. Ovviamente parla di amore. Il tutto è condito da una sana e fantastica follia che pervate tutta l’opera di K.V., era il suo tratto distintivo.

Leggendo il libro sembra che sia stato suddiviso prima in paragrafi ritagliati in fogliettini, e poi sparso completamente e ricomposto a casaccio, così come veniva. Il risultato è un’opera che riesce a catturare l’attenzione del lettore e a catapultarlo nella storia, seguendo questo sano pazzo nei suoi viaggi.

Questa volta K.V. è riuscito nel suo intento, o è merito mio? Non lo so.

Un libro che consiglio a tutti quanti 😉