Parlottoliere

Dove il tempo gioca a carte con lo scazzo

Archivio per maggio, 2007

C like Carmel

Oggi giornata pienissima. Non ho pranzato 🙂 causa demo da fare all’ultimo minuto ad un boss in visita dal Japan. E figata delle figate, come ogni cosa fatta in fretta e furia ha funzionato quasi egregiamente. Diciamo che ha funzionato all’uòpo quasi senza una grinza. Dopo questo, neanche pranzo. Subito partiti con il capo per una piccola gitarella fuori porta, Dove? A Carmel-by-the-sea 🙂 la mia città. Spettacolare. Una cittadina così bella non l’avevo mai vista. Piccola e molto accogliente. Ma al contempo con grandi spazi; affacciata direttamente sull’oceano.Abbiamo fatto veramente tante foto e veramente tanti video (con la camcorder di Luca) che presto spero di avere per mettere un po’ su Flickr.

Dicevo, siamo andati a Carmel-by-the-sea e quello che mi ha colpito è la quantità di arte che c’era in giro; tutte piccole gallerie d’arte e cose molto “sciccose”. Tra queste cose c’è la KRML radio 🙂 (KRML = Carmel); radio Jazz & Blues che trasmette anche in streaming (e che avevo già ascoltato su internet) e figuratevi che faccia ho fatto quando mi sono ricordato quello :O .E allora è stato più forte di me, sono dovuto entrare e comprami qualcosa: sono una specie di radio/negozio, in pratica la speaker parla e quando lancia un pezzo si dedica ai clienti :), noi siamo stati un pezzo di fronte alla vetrina (io con la video camera) a fare i cretini 😉 finquando non ci ha salutato via radio!!! 😀 stupendo. E allora mi sono detto che dovevo entrare e prendere un ricordo, e sono uscito ovviamente con due cose 😀 : un ciddì di John Coltrane (The gentle side of John Coltrane) che sto ascoltando ora mentre scrivo, e una tazza di KRML da usare a lavoro 🙂 in tipico US style.

Dopo di questo una piccola pausa sulla spiaggia di Carmel a guardare i surfisti surfare le onde e a parlare di tutto e di più. E poi dinuovo su, arrampicandoci per Carmelo street ci siamo diretti verso un bel posto imboscato proprio dietro la stazione radio/negozio. Un posto bellissimo (e un po’ costoso anche se non tanto) dove ci hanno servito piccoli hamburger molto buoni, patatine, calamari fritti (ottimi), e salmone sauté con insalata, gelato e GUINNESS MEDIA!!! Insomma una bella cena, soprattutto per me che non avevo pranzato.

Poi diretti alla macchina, si congelava; la temperatura (soprattutto sulla costa) subisce una escurzione termica bestiale tra giorno e notte. Impressionante. E ora a casa. A scrivere queste due righe aspettando il sonno. Buon giorno a tutta l’Europa :), alla prossima.

Postrack: John Coltrane – In a sentimental mood

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1001Google

Google è nata come idea molto semplice. Trovare cose su internet. Le cose poi si sono trasformate con il tempo, documenti html, documenti pdf (doc/xls/rtf/….), mp3, video, strade. Di tutto e di più direi anche. Insomma un po’ di cose per una sola azienda partita dall’idea di un ragazzo durante i suoi studi.

Questo ragazzo insieme al suo socio si inventano Google, un bello sponsor rassicurante, e come da perfetto sogno americano sorgono dalle stalle del loro garage (in pieno stile Apple e Microsoft e Cisco) alle stelle della Silicon Valley (comprandosi mezza Mountain View).

Dopo il motore di ricerca non si contano le innovazioni e le migliorie introdotte da sti due qua :). Posta, apertura di documenti via internet, statistiche dei siti, pubblicità, indicizzazione di newsgroup e creazione del proprio sistema di newsgroup (qualcuno ha detto secondoPiano o EURECOM_Italia?), ricerca di codici sorgente, agenda online, mappe, e tanti altri.

Ultimamente hanno introdotto anche la ricerca di facce su internet 🙂 un modo per filtrare le ricerche per immagini imponendo per esempio che una determinata immagine contenga delle facce, oppure ancora che siano filtrate solo le immagini che compaiono in giornali e aziende stampa.

Per ottenere questo basta porre alla fine dell’indirizzo di ricerca della pagina (subito dopo aver fatto una normale ricerca per immagini) rispettivamente:

  • &imgtype=face
  • &imgtype=news

Inoltre, non sazi di questo, si sono armati di fotocamera ad alta definizione e di un sistema per muoversi lungo alcune strade e si sono scannerizzati in 3D alcune strade della Silicon Valley (e non solo) e hanno creato Street View, una estensione di GoogleMaps che permette di vedere (come se ci fossimo dentro) le strade di Google Maps. Per ora funziona solo in alcune città americane anche se ovviamente l’idea sarebbe di indicizzare tutto il mondo 🙂 .

Vista di Google Maps Streets

Peccato che di San Jose abbiano preso solo la parte DownTown e quindi non posso mostrarvi le foto in 3D di casa mia 🙂 ma posso mostrarvi il Golden Gate 🙂 e il Bay Bridge da dentro 🙂 e potete anche percorrerli tutti con le pratiche freccette, e girare la visuale trascinando dentro la foto il mouse 🙂 . Intanto potete godervi la vista di quei grandissimi bastardazzi del Social Security Office che ancora devono rilasciarmi il Social Security Number 😦 dopo due mesi! Bah, burocrazia post 9/11.

Postrack: Jeff Buckley – Grace

Fonte

2days1post

Due giorni in un post.
Approfitto del fatto che domani è il giorno della Memoria e quindi non dovrò svegliarmi presto per forza e quindi posso andare a dormire un po’ più tardi (ma a chi la dò a bere 🙂 tanto mi corico sempre alle 2 e mezza ugualmente :D) e scrivere qualche cosa in più oggi.
Ho scoperto che il Memorial Day è il giorno della Memoria di/del/della xxxxxxxxxx. E al posto delle x metteteci quello che volete, la guerra di secessione, le torri gemelle, la sconfitta di Al Gore alle presidenziali, la guerra in Iraq (vedi Libano, vedi Afghanistan, vedi Iran, vedi Corea) ah, come? a già le ultime due ancora sono in pace con gli USA. In pratica il Memorial Day è un giorno patriottico in cui ognuno pensa a qualcosa da ricordare (principalmente guerre) 🙂 , io ho deciso di passarlo pensando alle ore di tempo immolate nella giusta causa del cazzeggio, che sono numerose nella mia vita 😛 .

Davy JonesIeri, come ho già anticipato a Paul in un commento ad un suo post, sono andato a vedere Pirates of the Carribean con Paolo (non quello del commento 🙂 ). Il terzo e ultimo (???) capitolo conclusivo di quella che la Disney vorrebbe spacciare come trilogia ma che purtroppo io non annovero in una vera e propria trilogia. Questo a causa del secondo episodio che viene in pratica spezzato, un po’ come è successo come per Matrix ma in forma proprio pesante. 🙂 Mi ricordo che quando sono andato a vedere il Film mi aveva colpito proprio quello. Stavamo seduti là e a un certo punto schermo nero e titoli di coda; 😀 e io, “Ma come? E’ finito??? Si sono dimenticati la fine!!!”.

Fatto sta che il film è secondo me mooolto riuscito. Molto studiato sia dal punto di vista della regia che dal punto di vista degli attori, molto bravi (ovviamente l’amico Depp è sempre er mejo), effetti speciali non pesantissimi e ben intonati con la storia (i granchi di pietra mi hanno fatto morire!).
Insomma senza voler nulla togliere al primo capitolo (che ha il pregio di essere il primo appunto) secondo me quest’ultimo (???) ha tutta la mia ammmirazione 8 🙂 .
Visto che al cinema poi siamo andati un po’ tardi 🙂 e visto che il filmetto ha una durata Tolkeniana direi, subito dopo siamo tornati a casina a riposare.

Oggi giornata dedicata interamente alla tesi (insomma, interamente) e alla ricerca di uno stile LaTeX che non sembri LaTeX che tanto mi ossessiona da tempo. E c’ero quasi riuscito, ma purtroppo l’università Svedese di Svanfuloschiz non mi ha aiutato nella compilazione del suo pacchetto che è carente di una parte che si può scaricare solamente dall’interno dell’Ateneo 😦 sigh sob.

Mi sa che mi toccherà fare da me qualche template nuovo ma non c’ho voglia 🙂 .

Oggi siamo andati a vedere una esibizione di Alesandra e il suo gruppo di fronte al ristorante Italiano di Santana Row, Maggiano’s Little Italy. Cappuccino da Starbucks (che era da tanto che non ne prendevo uno) e abbiamo ascoltato le canzoni sue e di un altro “artista” che approfittando del fatto che domani (ops, oggi) è il Memorial Day ha comcinciato con un sacco di canzoni dedicate alla guerra in Iraq ed Afghanistan e cose varie, tanto per farci stare allegri va.

Poi passeggiata per digerire la musica 🙂 . Siamo subito andati a procacciarci un po’ di cibo in giro per Santana Row ma i ristoranti erano tutti pieni stracolmi e con la fila 😦 e Paolo non aveva neanche tanta voglia di andare da Consuelo (il Messicano). Abbiamo allora ripiegato per un piccolo ristorantino di cucina Italiana-Calabrese, sta a due passi dalla mia stanza, 🙂 nella mia cucina 😀 . Pasta con sugo e fungi (mareddhri come direbbe Sebastiano 🙂 ).

Un saluto dagli USA!

Postrack: Dream Theaher – The spirit carries on

Flock. Amore a prima vista.

🙂 E’ un nuovo browser. Derivato da Firefox, o sarebbe meglio dire Freefox. Sono per cose come queste che amo l’Open source (il software libre). Alcuni programmatori/ingnegneri/stilisti web o quello che sono, si erano stufati di non poter avere un sistema che unisse Lettori RSS, un sistema per scrivere post sui blog in maniera veloce (purtroppo non tutti i siti per blog esistenti, vedi splinder), un sistema che fosse compatibile con Fickr e altri servizi foto, insomma, quello che loro chiamano collaborative browser.

Dovrebbe quindi rimandare all’idea di Web2.0 che tanto è cara a Wikipedia, l’esempio più eccelso di Web2.0 insieme a Youtube, altra piattaforma collaborativa.

In questo stesso istante sto scrivendo dal sistema integrato di questo meraviglioso browser che sembra fare tutto, anche il caffè 🙂 e visto che è derivato da Firefox naturalmente è compatibile con la maggior parte delle sue estensioni… e diciamola tutta, è anche bello a vedersi 🙂 abbastanza eyecandy come direbbero qua in US.

E a proposito di candy spezzo e mi collego alla giornata odierna 🙂 oggi Alesandra mi ha portato a mangiare un Freeze Yoghurt 🙂 una specie di gelato ma fatto con lo Yoghurt, a dire il vero tutto a me sembrava tranne che Yoghurt, ma se lo dice lei mi fido. Loro hanno sta versione LIGHT come dice lei. Così è completamente fat-free mi diceva. E allora chissà che mi aspettavo. Ma ho imparato a fidarmi non troppo degli americani, soprattutto quando si tratta di mangiare 🙂 qualcosa mi puzzava e i fatti mi hanno dato ragione. Appena sono entrato nel locale ad attendermi c’erano ben 2 banconi pieni solo di caramelle, cioccolatini, crostini, croccantini, orsetti gommosi e LORO i maledetty Gelly Beans 🙂 .

Ebbene loro hanno la versione fat-free, perchè facendo così, si sentono quasi autorizzati a metterci dentro tutte quelle cose 🙂 . E io da buon Americano fai-da-te-No-Alpitur non potevo non provare quelle schifezze dolciastre e appiccicastre e allora ho scelto la mia maledizione quotidiana: i Gelly Beans. Delle caramelline gellose e collose nonchè zuccherose che mi hanno tormentato fino alla fine della mia cena-yoghurt (mezzo chilo come minimo).

E adesso Week-End lungo fino a Lunedì che è il Memorial Day, appena capisco di cosa ve lo farò sapere 🙂 .

Cheers!

Postrack: Zucchero Fornaciari – Per colpa di chi

42!!!

numero 42 luccicante


E’ questa la risposta. E pensare che imm[a/u]ni pensatori si sono distrutti le meningi e hanno spremuto il proprio cervello fino a far crepare l’ultimo neurone su domande del genere “chi siamo?”, “da dove veniamo?”, “che ci faccio nudo in mezzo ad una piazza?”, “perchè?”. Ebbene tutto questo ha una risposta semplicissima: “La risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto” è 42. Il problema è che la domanda non la sappiamo. 🙂 O perlomeno io ancora non la so, e non penso che finire di leggere la Pentalogia di Douglas (si, ancora di lui si tratta) mi porterà a conoscere questa domanda. 🙂 Ma tanto, come direbbe il mio caro professore Montuschi, l’importante è il risultato no? Conoscere o non conoscere la domanda non sminuisce quindi il fatto che sappiamo la risposta.
Ovviamente vi metto un link a Wikipedia che non manca di essere ricettacolo culturale di qualsiasi forma di sapere che ci sia in giro, qualsiasi.

Passo quindi il testimone a Paul McCartney che esce con il suo nuovo CD a breve qui in US e (anche un po’ per sponsorizzare il tutto anche se non ne avrebbe bisogno, nevvero?) mette il suo video di punta su YouTube. C’è una chicca informaticissima 🙂 direi agli albori delle console…
Una cosa migliore aveva fatto a suo tempo (non ricordo quanto) un’altra band importante, i Pearl Jam. Loro avevano addirittura pubblicato un loro video con Licenza Creative Commons 🙂 . Una bella pensata, considerando anche che da quel momento in poi si sono autoprodotti (di certo i fondi non gli mancano) e i loro nuovi CD indovinate un po’, non costano un patrimonio. Così si fa! Ovviamente il fatto che fosse Creative Commons permetteva di copiare e ridistribuire gratuitamente quel video. Pearl Jam 10+.

Postrack: Dream Theather – Metropolis Pt. 1

Quotidianita’

Ieri giornata casa-lavoro-casa. Niente di speciale tutto ordinario. Quello che mi pesa ultimamente sono gli orari 🙂 dormire solo sette ore a notte a lungo andare stanca. E mi sballa. Quasi quasi preferifo quel periodo di Eurecom in cui capitava di fare le 4 ogni tanto e poi i giorni successivi dormivo 10 ore filate… mmm… fatemi pensare un attimo, forse questo non e’ che accadeva cosi’ spesso, magari solamente i primi periodi; poi erano sempre le 4 e basta 🙂 .
Oggi scrivo da lavoro. Tanto per cominciare la giornata con qualcosa di produttivo. Poi mi aspettano ore filate di lavoro 🙂 . E mentre scopro con certezza che non esisteranno ferie per me (magari qualche giorno me lo potevano dare) Luca (il boss) mi ha detto che tre-quattro giorni me li posso pure prendere 🙂 e allora nella mia mente il pensiero N.Y.C. (New York City) ha preso forma e sostanza come direbbero i CSI.
Potrei andarci il prossimo mese, anche se il viaggiare indietro (non nel tempo) con i fusi ci farebbe perdere il doppio del tempo per l’andata, anche se recupereremmo poi al ritorno alla East Coast.
C’e’ anche l’ideuzza di andare ad uno dei “bar tournament” con Philippe, cosa che avevamo intenzione di fare poco tempo fa e che purtroppo ci e’ saltata causa una loro scadenza.

Ritratto di Douglas AdamsIntanto ho finito anche “Ristorante al termine dell’Universo” e mi convinco sempre di piu’ che il pusher di Douglas Adams doveva essere un gran fesso a passargli roba cosi’ pura :D, a scrivere certe cose non so come si faccia [visto le immagini che faccio, anche io dovrei cominciare con lo smettere 😉 ].
Finito quello ovviamente ho ripreso il “Gioco delle perle di vetro” non mi andava di metterci in mezzo piu’ di due libri altrimenti poi dimentico gli antefatti e devo riprendere la lettura da capo. 🙂 Spero di riuscire a finire anche “La donna della domenica” di Fruttero&Lucentini e vi rimando alla recensione di Irene Bignardi su laRepubblica. Dopo averla letta mi si e’ instillata la curiosa curiosita’ di sapere che cosa di fantascientifico possano avere mai scritto quei due pazzi di Fruttero&Lucentini e ho scoperto che hanno semplicemente diretto la redazione della rivista Urania (adesso in mano alla nemica Mondadori)
per un ventennio! 🙂 Quelle si che sono collane…
Intanto accadimenti strani avvengono qui al lavoro. Oggi il capo e’ in Jappone, viaggietto quasi di piacere :), Hisae e’ appena passata con una _cascitta_, o meglio era un _proto’_, (termine dialettale per indicare una cassetta di legno, tipicamente quelle usate per la frutta) di ciambelle zuccherate 🙂 . Philippe mi ha chiesto se fossero ripiene di qualcosa, e io gli ho risposto che ovviamente qui in America non potevano che essere ripiene di Burro!!! 😀

Un saluto belli.

Postrack: C.S.I. – Noi non ci saremo

Concertistico 4: la clonazione

Gli Junoon

A parte il fatto che prometto di smetterla con questi titoli ^_^. Oggi il concerto degli Junoon’s di Ali Azmat, come recita la locandina:

The biggest rock musician from South Asia. 22 million Albums sold. The U2 of South Asia.

Ribattezzati i Nek del Sud Asia da me e Paolo. 🙂 Il concerto è cominciato con un’ora e mezza di ritardo, noi in ritardo di mezzora e quindi abbiamo dovuto aspettare un’ora, beh, l’organizzazione diciamo che ha lasciato un po’ a desiderare: il cantante che continuava a dire (a gesti mentre suonava) al tecnico del suono alza questo, abbassa quello, non sento la mia voce (vai da un otorino), non sento la chitarra (fatti operare che mi stai spaccando i timpani invece). Insomma un po’ di superficialità.

Le canzoni non erano malissimo considerando che in India/Pakistan hanno la loro cultura e le loro etnie, i loro suoni. Penso che questo gruppo sia riuscito a fondere bene la modernità della musica tradizionale con gli strumenti e i ritmi tipicamente occidentali di alcune loro canzoni. Certo 22 milioni di dischi sono tanti. Spero che non abbiano dovuto gonfiare un po’ quella cifra, lo spero per loro. Ma si sa, dopo la Cina loro sono là a spingere per il secondo posto (1,125,000,000 secondo Wiki) quindi diciamo che il mercato sicuramente ce l’hanno e anche bello grosso. (E poi hanno suonato anche alla Royal Albert Hall… diciamo che scarsi sicuramente non è che lo siano).
Vi lascio un link pakistano per scaricare un loro album, Social Circus, tutto in Pakistano mi sa. Mi raccomando rispettate la Policy sugli Mp3 distribuiti dal sito e cancellateli dopo 24h!!! 🙂 CIAO!!!

PAKIMP3