Parlottoliere

Dove il tempo gioca a carte con lo scazzo

Archivio per marzo, 2008

Res publica

Certi giorni apri il giornale e scorri e leggi non trovandoci che i fatti, i soliti fatti, ormai tutti uguali. Da qualche parte del mondo qualcuno si ammazza o ammazza, tampona o si fa tamponare, prostituisce o si fa prostituire. Certi altri invece apri il giornale e ci trovi un editoriale di tutto rispetto che ti tiene incollato con la faccia alla carta, sembra quasi di leggere la realtà finta di un poliziesco o un noir alla Lucarelli.

E in aggiunta ci trovi pure la lettera del candidato alla presidenza del consiglio, che di tutto parla tranne che di presidenza del consiglio, piuttosto parla di arte e dell’importanza di valorizzarla. Nel totale di parole in cui il suo oppositore non avrebbe perso l’occasione di inserirci un’attacco all’avversario, lui, invece, spiega il senso proprio dell’arte e la necessità di valorizzarla perché essa esalta i valori della razza umana.

E per specificare ci trovi la lettera del noto giornalista Interista che ti spiega la situazione (ridicola) di Milano, città che tutto voleva e che niente rischia di avere, un “nulla stringe” assoluto.

E come ciliegina sulla torta ci trovi anche l’intervista al mega-scienziato-nobel-esuleSvizzero (per volontà di stato) che ti pone davanti i dati che ti fanno capire che con petrolio, carbone e plutonio qui non si va da nessuna parte.

Sono i giorni come questi che ti piace aprire il giornale.

Web 2.0

Se ne fa un gran parlare ultimamente. Una sorta di cosa astratta, la descrizione di un mondo parallelo quasi.

Ebbene molte aziende che spendono sui loro portali dovrebbero richiedere (tutte) che una parte del sito, quella principale di solito, oppure tutto il sito, sia reso ACCESSIBILE.

Per due link sull’accessibilità potete dare un’occhiata a:

1. Wikipedia – Accessibilità

2. W3C – Web Accessibility

Lo slogan di una possibile campagna potrebbe essere:

“Abbattiamole; anche il web ha barriere architettoniche”

10 e lode a Vodafone, la parte informativa del loro sito è completamente ACCESSIBILE.

BRAVI.

Apple come Deezer

Ed ecco che alla fine qualcuno vede la vera rivoluzione (?sic?) della musica. Anche l’Apple come Deezer e molti prima di lui permetterà di ascoltare musica in streaming dal proprio catalogo e in aggiunta di scaricare qualsiasi album sul proprio iPod pagando un abbonamento di soli 7-8 dollari al mese.

La musica diventa come la bolletta dell’acqua. E quando torneremo a casa e dal nostro iTunes non uscirà suono di sorta ce la prenderemo con il/la consorte che non ha pagato l’ultima bolletta.

Un bene di consumo come e più degli altri, un prodotto commerciale di seconda necessità.  Ed anche se prodotti del genere garantiscono una fruibiltà della musica impressionante (basta la connessione a Internet Adsl e un browser qualsiasi con Flash) dall’altro lato sviliscono al massimo l’ascolto della musica.

E in un periodo in cui giro per cercare dei diffusori per creare il mio primo impianto di ascolto HiFi mi sembra di essere uno che cerca una 500 in un mondo di persone con macchine volanti, non uno obsoleto (badate) ma uno che vuole qualcosa di lusso.

Speriamo che tutto non perda ancora il fascino di una volta. Anche se l’ha perso un po’ da tanto tempo diranno in tanti.

Spazio all’innovazione, largo al futuro. Verso l’infinito e oltre!

OT: Berlino è stupenda (sono stati cinque giorni magnifici) 😉 Saludos.

Il cinema con la “c” minuscola (*)

(*) – Quello di cui parla Alberto Sordi 😉

Google e Torino

Google e Torino insieme. Il servizio GoogleMaps strausato in America visto che per alcune zone permette anche la visione della strada (google streetview), adesso fornisce un nuovo servizio: Google Transit, attivo già nel comune di Torino e che permette quelle che già il sito della GTT permette di fare da tempo e cioè creare i percorsi degli autobus di tutte le linee.

Questo però con una marcia in più permessa ovviamente dal sistema semiautomatico di Google che ne consentirà l’inserimento da parte di siti esterni che così potranno fornire facilmente informazioni sulle direzioni per negozi e quant’altro. 🙂 Google un punto in più.

[Notizia di ZeusNews – fonte completa]

Blogs

Cito direttamente dal Sito Pollycoke che seguo e che per una volta potrebbe trattare argomenti che interessano non solo il mondo dell’Informatica.

I’m absolutely HERE (maybe)

Bello? Dipende. Oppure magari mi sbilancio va, si, bello. Bello perchè bella è una cosa che ti fa rimanere estatico là davanti con la bocca aperta e nel frattempo al mondo esterno sembre che tu ti sia bloccato a guardarlo e invece dentro di te la mente e il tuo essere vagano frenetici e senza posa, le domande affiorano e le risposte a volte le seguono come legate insieme.
Bello quindi è quella cosa che ti fa pensare. Come possa essere non si sa, lo assegno alle cose che appartengono alla mente e che non è dato e non sarà mai dato all’uomo di conoscere.
“Io non sono qui” è un bel film.
Fa pensare e fa pensare a cose buone e cattive e belle e brutte e a tutto il resto.

Ovviamente è soprattutto strano come tutte le cose belle e io [con/per] le cose strane ho un certo feeling.