Parlottoliere

Dove il tempo gioca a carte con lo scazzo

Archivio per novembre, 2007

Informatione 2.0

Come mi faceva notare giustamente Enza poco tempo fa i blogger stanno cambiando il modo di fare informazione. Anche in Italia. Basta osservare le pagine dei giornali che online diventano delle micronotizie, magari come laRepubblica che magari da anche ulteriori link di approfondimento che uno visita solo se interessato.

Oggi una notizia che ho letto su laRepubblica rimanda al più noto blogger (forse primo o secondo o terzo) italiano: Macchianera che ha indagato con Google cache il sito tenuto in memoria della ex-assistente Berlusconiana (Bergamini).

Insomma, ancora una volta i giornali si appoggiano a internet e alle persone comuni (questo i blogger sono) per creare la notizia. Mi ricordo ancora con gioia dell’esperimento di giornale unicamente online (ilNuovo) che purtroppo non è più online.

Aspettiamo che il Web 3.0 porti aria di novità e aggiornamento (e speriamo che non ci lobotomizzino tutti quanti…).

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SlaughterHouse n°5

Non mi metto a raccontarvi tutta la storia che c’è dietro questo libro (SlaughterHouse n°5), potete leggerla tranquillamente dall’articolo Wikipedia che comunque è minuscolo (è un abbozzo) e non narra neanche tutta la vicenda.

Io l’ho cominciato oggi, in parallelo a tanti altri libri che per il momento giacciono incominciati e mai finiti e mi guardano dal mio comodino diventato prigione. 🙂

Volevo solo riportare due passi del libro che mi hanno colpito.

[…] Ho detto ai miei figli che non devono, in nessuna circostanza, partecipare a un massacro,e che le notizie di massacri avvenuti tra i nemici non devono riempirli di gioia e di soddisfazione.
Ho anche detto loro di non lavorare per società che fabbricano congegni in grado di provocare massacri, e di esprimere il loro disprezzo per chi pensa che congegni del genere siano necessari. […]

American story

Immagine LocandinaIo lo intitolerei così, mica American Beauty, oppure World Beauty visto che uno dei personaggi principali è fissato con la bellezza.

L’ho visto ieri per gentile concessione e devo dire che mi è piaciuto molto. Anche se ogni tanto si fatica a seguire il loro inglese veloce e non troppamente americano. Un film bello che oltre a due paia di tette ci mostra delle buone osservazioni sulla vita e una serie di colpi di scena che per una volta sono riusciti a spiazzare anche me che di solito il film so come finisce 20 minuti prima.

Insomma, un ottimo film e un ottimo cast tra cui Kevin Spacey vincitore per l’oscar; Mena Suvari splendida e tutti gli altri molto realistici. Anche la fotografia ha vinto l’Oscar e così solamente poteva essere visto che le immagini di questo film hanno spopolato su internet e sono rimaste impresse anche nella mente di chi il film non l’aveva mai visto.

Voto A+

Postrack: The Velvet Underground – Venus in Furs

Penso che certe volte penso troppo.

Cerco ispirazione e allora ritorno alla carta. La penna che scorre su foglio dà una distinta sensazione delle parole che ci restano sopra. E’ diverso dal battere i tasti sulla tastiera del PC.

Quello che cerco quando scrivo su carta è sempre un po’ di ispirazione. Forse per sfogarsi un po’, forse per sparare altre quattro cazzate, forse per perdere ulteriore tempo e non leggere le slide di un esame che ormai è troppo vicino per essere preparato come si deve.

Ho bisogno assoluto di cazzeggio e riposo e tranquillità. Cosa che l’attuale stato delle cose non mi permette.

A volte mi fermo e penso che certe volte penso troppo.

Postrack: Ludwig Van Beethoven  – Sinfonia n°9

Considerazioni

Il padre è medico. Colleziona armi ma trova normale che il figlio giri con in tasca sempre un coltello. Il padre è medico ma non si è accorto che il figlio faceva uso di droghe.

La storia cominciò.

Fuori è buio ormai da un pezzo e non so perchè ma mi va di riprendere un po’ il filo di questo blog ormai languente da tempo immemore 🙂

Studio… o così dovrei fare. L’esame è prossimo (anzi, gli esami) e la materia che mi attanaglia le caviglie si chiama : … no, meglio non dire il nome, dico solamente che ha a che fare con i computer (ci voleva tanto…) e che soprattutto mi ha riportato alla mente spezzoni della prima infanzia prescolare.

Per l’esattezza mi ha riportato alla memoria questo ammasso di ferraglia stupendo (permettetemi l’aggettivo non proprio associabile ad un computer):

Computer Olivetti M24

si tratta del M24: un computer della Olivetti una delle più conosciute (al tempo) aziende italiane e soprattutto la più sfruttata. “Olivetti prima lo usi e dopo lo getti” si diceva al tempo. Peccato che non fosse propriamente vero. Le cose fatte dagli italiani al solito risultano sempre fatte bene. E anche questo piccolo computerino faceva la gioia di tanti possessori (me compreso).

Dal canto mio e di mio fratello era semplicemente stupendo con il suo GW.basic integrato per programmare ma soprattutto per i giochi che all’epoca chiamavamo GIOCHI e non Videogiochi. (mio padre era cmq sempre dietro a gridarci contro).

Poi vennero altri tempi e altre macchine ma questo, Space invaders, PacMan, la Boxe e il Biliardo resteranno per sempre nella memoria 🙂

 

Postrack: SmoothJazz on Sky.fm