Parlottoliere

Dove il tempo gioca a carte con lo scazzo

Archivio per ottobre, 2007

De Magistris e lo schifo italiano

Oggi, a dire il vero ieri, si legge la notizia molto molto grave dell’avocazione delle indagini al dottor De Magistris. Un fatto scandaloso a cui mi sembra cosa buona dare rilievo.
Riporto qui sotto alcuni tratti salienti dell’intervista. Invito comunque tutti caldamente a leggere questa intervista per capire i livell che si stanno toccando in Italia.

Roba da prendere la classe politica a schiaffi e a calci nel sedere belli e propri.

Che costa sta accadendo dottor De Magistris?
“Il dato è quello dell’impossibilità materiale di svolgere il proprio ruolo. […] un punto nevralgico è quello dell’articolo 3 della Costituzione che qui si sta mettendo in gioco: i cittadini italiani sono tutti uguali davanti alla legge?”

Si sentirebbe allora in grado di affermare che c’è stata una forzatura, se fosse andata davvero così?
“[…] sarebbe un eufemismo dire che c’è stata una forzatura. […] come è che la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di Mastella, una notizia così riservata, è uscita su Libero? Io credo che faccia parte di una vera strategia della tensione. […] E poi il procuratore generale non potrebbe sapere della notizia di Mastella, è vietato dalla legge. Di quella iscrizione lo può sapere il procuratore della repubblica, il procuratore aggiunto. Il procuratore generale non può conoscere le indagini.[…]”.
“Il segnale che hanno lanciato è molto chiaro: la magistratura non può più indagare in alcune direzioni. Questo è evidente. Poi è anche la conferma di come una parte del potere giudiziario sta dentro il sistema. […] Da un lato c’è un ritorno alla magistratura degli Anni Trenta, con segni sintomatici di quel periodo del prefascismo e del fascismo. E cioè la possibilità del ministro di trasferire in via cautelare dei magistrati. Si ritorna al periodo in cui il potentino del paese, il signorotto che chiede l’allontanamento del pretore che magari dava fastidio e poi arrivavano gli ispettori e in una settimana quel pretore lo cacciavano via. […]”.

L’iscrizione del ministro Mastella può aver accelerato l’avocazione dell’altra sua inchiesta?
“Sta nei fatti mi pare. Poi parleranno le carte, ma mi pare assolutamente verosimile”.

Lei è diventato, suo malgrado, anche punto di riferimento per un Sud che vuole liberarsi da certi poteri poco trasparenti. Ha qualcosa da dire a quei ragazzi che manifestano per non farla cacciare? Cosa vorrebbe dire a quei giovani calabresi e a tutti gli altri che credono nell’autonomia della magistratura?
“Io innanzitutto credo che questa mobilitazione sia sui diritti e sulla giustizia e non su un giustizialismo o provocata dalla voglia di un tintinnio di manette, di monetine tirate. Questa è una differenza importante con il 1992. Bisogna capire quale è la posta in gioco, questa non è più una questione solo di Luigi De Magistris. Sono convinto che c’è una consapevolezza dei propri diritti, che oggi c’è una grande maturità democratica. Ho ammirazione per quei ragazzi”.

Come si sente davvero, cosa prova dentro nel momento che deve lasciare le sue inchieste?
“In una regione che ha decine e decine di magistrati che si trovano in una situazione di opacità assoluta, si va a colpire con tutti i mezzi chi sta cercando di fare un po’ di chiarezza sul fiume di finanziamenti pubblici che sono arrivati… “.

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Corsi e ricorsi…

…ma non arrivai. Come direbbe Vico.

Mi scuso con il signor Giambattista per averlo fatto rigirare un po’ nella tomba ma ogni tanto ci vuole.

Torno dopo tantissimo tempo a scrivere sul blog. Non so quanto riuscirò a tenerlo aggiornato… ora invece che lavorare ho cominciato a seguire di nuovo i corsi della meravigliosa laurea specialistica che il Politecnico mi impone prima di finire il mio “ciclo di studi”. Ma s’ha da fare e non ci possiamo lamentare. Il lamento è fine a sé stesso e porta solo a lamentarsi ulteriormente.

Piccoli passi crescono

Piccolo passo. Modifica tema. Per il momento il massimo che ci si possa aspettare. Gli impegni fioccano.