Parlottoliere

Dove il tempo gioca a carte con lo scazzo

Archivio per giugno, 2008

Sahara

Ci sono stato, e in questi giorni in cui cammini per strada e non riesci a respirare perchè ogni boccata sa di smog misto a caldo vorrei tornarci… almeno l’umido lì non esiste.

Carovana sul Sahara

I poveri più poveri

Adesso anche la carta ci voleva. A ricordare i tempi (che io non ho fortunatamente vissuto) del “pane con la tessera” ci pensa nuovamente la nuova.destra a creare la tessera per i “poveri” una certificazione per le povere famiglie italiane che, nel dubbio, ora sapranno sicuramente quando sono considerate “povere” anche dallo stato. Togliere l’ICI che gravava già sulle “povere” famiglie italiane non bastava.

E mentre da un lato aumenta le tasse ai petrolieri (come è giusto che sia) è lo Stato stesso a non rinunciare alla sua di tassa sul greggio che fin’ora non penso sia scesa ai minimi storici.

Non manco di ricordare che riapre la Cassa del Mezzogiorno ribattezzata Banca del Mezziogiorno in modo tale che le mafie possano ancora una volta agevolarsi nel riciclaggio e ladrocinio di denaro pubblico. E per sottolineare al Sud che stava pregando nella ricrescita che questa non ci sarà mai.

Viva il Governo.

Ocuspoeticus

Mutaforma come acqua

spensiaerati come cielo

caldidentro come brace

curiosivori come bimbi

fervorevoli come tori

placcidiosi come fiumi

Indiano

L’album “Indiano” di Fabrizio De André è uno dei miei preferiti.

E tra le sue canzoni quella che più ascolto volentieri è “Fiume Sand Creek”.

I pareri di chi l’ascolta sono quasi sempre gli stessi, “stupenda” e “fa venire la pelle d’oca”.

La melodia è ripetitiva e semplice da seguire, dopo il primo giro è già entrata in testa, le parole sono molto poetiche e sembrano raccontare una storia per bambini; dietro le figurazioni di De André si cela però la descrizione di uno dei massacri più cruenti della storia della caccia agli Indiani.

Riporto quindi qui un filmato (il live della canzone) e un paio di link: il testo e un piccolo racconto della vera storia del massacro del Fiume Sand Creek (anche questo fa venire la pelle d’oca).

Consiglio vivamente di prendersi 20 minuti di tempo e fare tutti e due 🙂 magari ritornate quando li avete 20 minuti di tempo… l’importante è farlo 😉

Buon ascolto e buona lettura.

Articolo sul massacro di Fiume Sand Creek

FIUME SAND CREEK (TESTO)

Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent’anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent’anni
figlio d’un temporale

c’è un dollaro d’argento sul fondo del Sand Creek.

I nostri guerrieri troppo lontani sulla pista del bisonte
e quella musica distante diventò sempre più forte
chiusi gli occhi per tre volte
mi ritrovai ancora lì
chiesi a mio nonno è solo un sogno
mio nonno disse sì

a volte i pesci cantano sul fondo del Sand Creek

Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso
il lampo in un orecchio nell’altro il paradiso
le lacrime più piccole
le lacrime più grosse
quando l’albero della neve
fiorì di stelle rosse

ora i bambini dormono nell letto del Sand Creek

Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte
c’erano solo cani e fumo e tende capovolte
tirai una freccia in cielo
per farlo respirare
tirai una freccia al vento
per farlo sanguinare

la terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek

Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent’anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent’anni
figlio d’un temporale

ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek

Voglio il sole