Parlottoliere

Dove il tempo gioca a carte con lo scazzo

Archivio per aprile 22, 2007

Il caffè

Il caffè. Suvvia non scherziamo, non pretenderemo mica che è quello che si fa in Italia il vero caffè, dopotutto è stato scoperto in America latina, qua vicino. E’ assolutamente una cosa del luogo, e quindi non c’è niente da fare, va bevuto come lo bevono qui: lungo e a litri, o meglio, a galloni.

E non c’è modo di concepire un caffè che sappia di caffè qui. Per me che nella moka ci metto mezzo pacchetto di caffè, che se possibilmente c’è la cremina (bravo Tony) è meglio ancora, è impossibile bere questo caffè; non che non ci abbia provato, il risultato è stato il lavandino e il perenne ricordo.

Starbucks

E così cosa si sono inventati gli Americani per tutti quelli che proprio non soffrono il caffè all’americana? Lo Starbucks. Questa catena di locali è specializzata solo in una cosa, CAFFE’. Di tutti i tipi e dimensioni (espresse in once fluide) e, deo gratias, l’espresso non è neanche tanto male, sa di caffè – fatto male ma almeno di caffè.

E fanno anche il cappuccino! In bicchieri di carta ovvio, ma sempre cappuccino è (di certo non staremo qui a sottilizzare).

Ovviamente tutto si trasforma e si americanizza nel senso che diventa un vero e proprio business. E allora la Starbucks fa il suo caffè, le sue macchine (solo ad infusione 😦 ), i suoi tipici bicchieri (assolutamente brevettati), le tazze isolate e così via. Hanno anche inventato il “caffè in bottiglia al sapore di vaniglia” come dico in una delle mie foto, ed è vero, caffè o cappuccino o frappuccino freddo e pronto da bere in qualsiasi istante. Igienico e pratico.

E allora in attesa dell’acquisto di una moka normale (nn prima di aver trovato anche il caffè normale) viva gli Starbucks e i Peet’s coffee and Tea