Parlottoliere

Dove il tempo gioca a carte con lo scazzo

Web 2.0

Se ne fa un gran parlare ultimamente. Una sorta di cosa astratta, la descrizione di un mondo parallelo quasi.

Ebbene molte aziende che spendono sui loro portali dovrebbero richiedere (tutte) che una parte del sito, quella principale di solito, oppure tutto il sito, sia reso ACCESSIBILE.

Per due link sull’accessibilità potete dare un’occhiata a:

1. Wikipedia – Accessibilità

2. W3C – Web Accessibility

Lo slogan di una possibile campagna potrebbe essere:

“Abbattiamole; anche il web ha barriere architettoniche”

10 e lode a Vodafone, la parte informativa del loro sito è completamente ACCESSIBILE.

BRAVI.

5 commenti»

  antgri wrote @

Concordo a pieno con le tue idee, aggiungerei rendiamo USABILE il WEB! facciamo in modo che tutte le risorse siano facili da usare dagli utenti, construiti su misura per loro!
10 e lode a chi non discrimina gli accessi (rende i siti ACCESSIBILI) e li disegna sui reali utilizzatori (rende i siti USABILI) dando un forte ROI all’investimento.

  2dvisio wrote @

Infatti antgri. Il Web diventa sempre più una parte di questa vita, volenti o nolenti bisogna accettarlo. Anche l’Italia che è sempre stata abbastanza analogica (meno male per un certo punto di vista) rispetto al resto del mondo, si sta piano piano informatizzando.
Sarebbe bello accogliere tutti allo stesso modo in maniera egalitaria. Anzi, avendo un occhio di riguardo per i più svantaggiati in maniera che possano essere loro a giovarne di più.

  antgri wrote @

Purtroppo non bastano l eleggi ad abbatter ele barriere… Nonostante dal 2004 ci sia un legge in Italia che rende uguali le barriere architettoniche di accesso ai servizi pubblici a quelle di accesso ai servizi Web pubblici Purtroppo il fatto che ci sia una legge non significa che la si rispetti a pieno.La committenza spesso non la la giusta “cultura” per pretendere certe cose. Al contempo gli operatori IT non sempre hanno una etica invidiabile… risultato? siamo con tanti soldi spesi per le PA in servizi e una minima percentuale di questi sono realmente accessibili a tutti e di facile uso. Sto promuovendo col mio stdio di consulenza (nel mio piccolo) una iniziativa che si chiama “on-line common sense” volta ad avvicinar eil Web ai reali utilizzatori sia in materia di facilità d’uso che di accessibilità. Com eho scritto in un post sul mio blog oggi l’utente va SERVITo non più stupito…

  2dvisio wrote @

Mi trovi completamente daccordo. Anche se comunque non possiamo negare che le leggi ci vogliano. Ci vorrebbe un organo di controllo che possa vigilare almeno sui siti in maggiore luce (soprattutto quelli statali o di enti nazionali per esempio).
Il link al tuo blog?

  antgri wrote @

Appunto, le leggi ci vogliono, ma si ci sono già la cosa diventa triste! Esiste già un organo governativo che provvedere ad assolve il compito di governo e controllo dell’informatizzazione delle PA e si chiama CNIPA (http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/). purtroppo non sempre si fa quel che andrebbe fatto, questa la grande pecca.
il mio blog è molto giovane ci sono solo un paio di articoli l’indirizzo è
http://antoniogrillo.wordpress.com


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