Parlottoliere

Dove il tempo gioca a carte con lo scazzo

L.A.

Los Angeles e’ passata e ora siamo di nuovo al lavoro (?). Cosa resta di questa Easter passata all’estero? Tante cose viste e tanti ricordi resteranno. Primo fra tutti il viaggio immenso e intergalattico; quasi surreale all’andata (febbre sicuramente e anche alta) con il freddo della desolazione delle strade americane di notte (la A5 e’ lunga, tanto lunga). L’interminabile viaggio comincia alle 6:30 del pomeriggio ZULU-8 TIME (a mmia pe’ finezza…) e continua inesorabile per miglia e miglia fino alla durata poco credibile di 10 ore e 30 minuti. Un viaggio dicevamo interminabile attraverso la A5 autostrada tra San Francisco e Los Angeles. Alla fine riusciamo ad arrivare, esausti ma contenti e ci buttiamo nei rispettivi letti per coricarci e svegliarci il giorno successivo.

Viaggio che ha visto al volante un grande Carmelo versione pilota nelle strade americane e con auto americana da guidare (una cacca, le marce manuali siano benedette)

Hotel molto carino anche se devo dire che gli Americani se la tirano un po’ troppo certe volte e non hanno assolutamente gusto ne’ stile…

Los Angeles comunque molto bella (anche se nn abbiamo avuto tempo di visitare gli Universal Studios, e ci credo visto che ci vuole un giorno solo per quelli)… Abbiamo preferito girare per le spiagge di Santa Monica (di Baiuocciana memoria), passeggiare nella Promenade (sempre di Santa Monica) e nel gigantesco Hollywood Boulevard che fiancheggia il ben noto Sunset Boulevard e Melrose Avenue; da li’ la scritta HOLLYWOOD e’ bella chiara e visibile, peccato che per quando siamo passati noi non ci fosse che foschia… ma un po’ si vedeva (meno male).

Los Angeles ha molto delle grandi citta’ americane: il traffico, le strade immense, le varie freeways che entrano fine dentro il cuore della citta’; e io che pensavo che Need For Speed fosse un gioco pompato, che nelle citta’ vere era impossibile avere delle strade del genere che si intersecano una dentro l’altra 🙂 tutto vero invece… e la notte, spettacolare, passasare nella freeways sotto l’ombra dei grandi grattacieli tutti illuminati di colori frizzanti e fluorescenti. Un bello spettacolo, certo da nn paragonare a quello che deve essere vedere il tramonto a Santa Monica (essendo in due [maschi] non ci e’ sembrato il caso di farlo :)).

E poi il viaggio di ritorno a tetto scoperto per almeno 200miglia, spettacolare, un deserto immenso di McDonalds e vigneti e …. mucche, tante mucche, e tante mucche insieme non fanno altro che portare una cosa sola; letame, tanto letame (e ovviamente puzza, tanta tanta tanta puzza :)) ma dalle mie parti si dice che purifichi. 😀

E a breve, a testimonianza di tutto questo (appena Paolo me le fara’ avere) ci saranno anche le foto sul blog 🙂

Quindi, A PRESTO!!!

2 commenti»

  Fede wrote @

Che bella questa scena! Il Carmelo che scorrazza di notte sulle Highway californiane su un bolide decappottabile… Cos’era, una Mustang? Una Camaro..? 😉 Sembra un film piu che uno stage!!
Pero’, va bene il mito dell'”on the road”, ma perche la Panasonic per le trasferte vi fa fare un viaggio notturno di 10 ore quando li’ gli aerei nn costano niente!!? Bah stranezze americane!
Cmq Melo, mi raccomando goditela al massimo e nn pensare troppo a Dugelay!! Un saluto dalla lontana, piccola vecchia Europa….!

  Steak « Parl(US)ottoliere wrote @

[…] vi avevo già accennato un po’ di tempo fa, qui hanno mandrie di bestiame a perdita d’occhio, e devo dire che la carne (quella comprata […]


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